ADULLAM: Località a circa 25 km a Sud­ovest di Gerusalemme, 1°Samuele 22:1. Davide partì di là e si rifugiò nella spelonca di Adullam. Quando i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre lo seppero, scesero là per unirsi a lui. Tutti quelli che erano in difficoltà, che avevano debiti o che erano scontenti, si radunarono presso di lui ed egli divenne loro capo. Così ebbe con sé circa quattrocento uomini. La cava di Adullam è fonte di vari insegnamenti per la vita di quanti hanno il desiderio e si stanno impegnando per essere gente di valore. Non bisogna disperare, quando i fatti precipitano, dopo l’unzione, la vittoria su Golia, il matrimonio con la figlia del re, le grandi vittorie, l’amicizia di Gionatan, . . . ! Anche se vai ad Adullam la scuola di Dio è misteriosa ma efficace.

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giovedì 13 dicembre 2018

NOTTE SANTA DA ADULLAM .



GIORNO SIA DI BENEDIZIONI PER TUTTI VOI .



SIGNORE FA CHE PROSPERI IL MIO CAMMINO CHE UN GIORNO MI PORTERA' ALLA TUA PRESENZA .


GENESI - capitolo 24


1Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in tutto. 2Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia 3e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, 4ma che andrai nella mia terra, tra la mia parentela, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco». 5Gli disse il servo: «Se la donna non mi vuol seguire in questa terra, dovrò forse ricondurre tuo figlio alla terra da cui tu sei uscito?». 6Gli rispose Abramo: «Guàrdati dal ricondurre là mio figlio! 7Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha preso dalla casa di mio padre e dalla mia terra natia, che mi ha parlato e mi ha giurato: “Alla tua discendenza darò questa terra”, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per mio figlio. 8Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là mio figlio». 9Il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo, suo padrone, e gli prestò così il giuramento richiesto.
10Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò in Aram Naharàim, alla città di Nacor. 11Fece inginocchiare i cammelli fuori della città, presso il pozzo d’acqua, nell’ora della sera, quando le donne escono ad attingere. 12E disse: «Signore, Dio del mio padrone Abramo, concedimi un felice incontro quest’oggi e usa bontà verso il mio padrone Abramo! 13Ecco, io sto presso la fonte dell’acqua, mentre le figlie degli abitanti della città escono per attingere acqua. 14Ebbene, la ragazza alla quale dirò: “Abbassa l’anfora e lasciami bere”, e che risponderà: “Bevi, anche ai tuoi cammelli darò da bere”, sia quella che tu hai destinato al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu hai usato bontà verso il mio padrone».
15Non aveva ancora finito di parlare, quand’ecco Rebecca, che era figlia di Betuèl, figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con l’anfora sulla spalla. 16La giovinetta era molto bella d’aspetto, era vergine, nessun uomo si era unito a lei. Ella scese alla sorgente, riempì l’anfora e risalì. 17Il servo allora le corse incontro e disse: «Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora». 18Rispose: «Bevi, mio signore». In fretta calò l’anfora sul braccio e lo fece bere. 19Come ebbe finito di dargli da bere, disse: «Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché non avranno finito di bere». 20In fretta vuotò l’anfora nell’abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per tutti i cammelli di lui. 21Intanto quell’uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio.
22Quando i cammelli ebbero finito di bere, quell’uomo prese un pendente d’oro del peso di mezzo siclo e glielo mise alle narici, e alle sue braccia mise due braccialetti del peso di dieci sicli d’oro. 23E disse: «Di chi sei figlia? Dimmelo. C’è posto per noi in casa di tuo padre, per passarvi la notte?». 24Gli rispose: «Io sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca partorì a Nacor». 25E soggiunse: «C’è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte».
26Quell’uomo si inginocchiò e si prostrò al Signore 27e disse: «Sia benedetto il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare bontà e fedeltà verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via fino alla casa dei fratelli del mio padrone». 28La giovinetta corse ad annunciare alla casa di sua madre tutte queste cose. 29Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Làbano e Làbano corse fuori da quell’uomo al pozzo. 30Egli infatti, visti il pendente e i braccialetti alle braccia della sorella e udite queste parole di Rebecca, sua sorella: «Così mi ha parlato quell’uomo», andò da lui, che stava ancora presso i cammelli vicino al pozzo. 31Gli disse: «Vieni, benedetto dal Signore! Perché te ne stai fuori, mentre io ho preparato la casa e un posto per i cammelli?». 32Allora l’uomo entrò in casa e Làbano tolse il basto ai cammelli, fornì paglia e foraggio ai cammelli e acqua per lavare i piedi a lui e ai suoi uomini. 33Quindi gli fu posto davanti da mangiare, ma egli disse: «Non mangerò, finché non avrò detto quello che devo dire». Gli risposero: «Di’ pure».
34E disse: «Io sono un servo di Abramo. 35Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini. 36Sara, la moglie del mio padrone, quando ormai era vecchia, gli ha partorito un figlio, al quale egli ha dato tutti i suoi beni. 37E il mio padrone mi ha fatto giurare: “Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, 38ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per mio figlio”. 39Io dissi al mio padrone: “Forse la donna non vorrà seguirmi”. 40Mi rispose: “Il Signore, alla cui presenza io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie per mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre. 41Solo quando sarai andato dalla mia famiglia, sarai esente dalla mia maledizione; se loro non volessero cedertela, tu sarai esente dalla mia maledizione”. 42Così oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: “Signore, Dio del mio padrone Abramo, se tu vorrai dare buon esito al viaggio che sto compiendo, 43ecco, io sto presso la fonte d’acqua; ebbene, la giovane che uscirà ad attingere, alla quale io dirò: Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora, 44e mi risponderà: Bevi tu e ne attingerò anche per i tuoi cammelli, quella sarà la moglie che il Signore ha destinato al figlio del mio padrone”. 45Io non avevo ancora finito di pensare a queste cose, quand’ecco Rebecca uscì con l’anfora sulla spalla, scese alla fonte e attinse acqua; io allora le dissi: “Fammi bere”. 46Subito lei calò l’anfora e disse: “Bevi; anche ai tuoi cammelli darò da bere”. Così io bevvi ed ella diede da bere anche ai cammelli. 47E io la interrogai: “Di chi sei figlia?”. Rispose: “Sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca ha partorito a Nacor”. Allora le posi il pendente alle narici e i braccialetti alle braccia. 48Poi mi inginocchiai e mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio padrone. 49Ora, se intendete usare bontà e fedeltà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove».
50Allora Làbano e Betuèl risposero: «La cosa procede dal Signore, non possiamo replicarti nulla, né in bene né in male. 51Ecco Rebecca davanti a te: prendila, va’ e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore».
52Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al Signore. 53Poi il servo estrasse oggetti d’argento, oggetti d’oro e vesti e li diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre di lei. 54Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse: «Lasciatemi andare dal mio padrone». 55Ma il fratello e la madre di lei dissero: «Rimanga la giovinetta con noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo, te ne andrai». 56Rispose loro: «Non trattenetemi, mentre il Signore ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare dal mio padrone!». 57Dissero allora: «Chiamiamo la giovinetta e domandiamo a lei stessa». 58Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest’uomo?». Ella rispose: «Sì». 59Allora essi lasciarono partire la loro sorella Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini. 60Benedissero Rebecca e le dissero:
«Tu, sorella nostra,
diventa migliaia di miriadi
e la tua stirpe conquisti
le città dei suoi nemici!».
61Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, salirono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì. 62Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roì; abitava infatti nella regione del Negheb. 63Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. 64Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. 65E disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì. 66Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto. 67Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.

mercoledì 12 dicembre 2018

AMO IL MIO SIGNORE EGLI ASCOLTA LA MIA VOCE E METTE PACE AL MIO CUORE .


LIBRO DEI SALMI - Salmo 116 . 


1 Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
2 Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
3 Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
4 Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».
5 Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
6 Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.
7 Ritorna, anima mia, al tuo riposo,
perché il Signore ti ha beneficato.
8 Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
9 Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.
10 (115,1) Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
11 (115,2) Ho detto con sgomento:
«Ogni uomo è bugiardo».
12 (115,3) Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
13 (115,4) Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
14 (115,5) Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
15 (115,6) Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
16 (115,7) Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
17 (115,8) A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
18 (115,9) Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
19 (115,10) negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.
Alleluia.

NOI SUOI FIGLI RESPONSABILI DEL MANDATO DATOCI DAL PADRE ATTRAVERSO GESU' .


Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine
Il dovere di ministrare al mondo, cioè di far conoscere Dio a chi non Lo conosce, è insito nel Grande Mandato di Gesù alla Chiesa, quindi testimoniare l’Evangelo a tutte le nazioni fa parte dei doveri del credente e chi non si adopera a tal fine dimostra di non avere passione per i perduti e di non svolgere in modo equilibrato il proprio ministero sacerdotale.
In molte parti del mondo, soprattutto nei paesi islamici, il cristianesimo viene perseguitato, i martiri della fede si contano a migliaia nell’indifferenza generale; ancor oggi, come al tempo degli apostoli, molti fratelli pagano con la vita la fedeltà a Cristo e l’amore per la Sua Parola.
Satana è scatenato perché sa bene che quando l’Evangelo del Regno sarà stato predicato a tutte le nazioni Cristo tornerà, e vuole impedire che ciò avvenga.
Le Parole “questo evangelo” intendono precisare che il Vangelo da predicare non è un Vangelo con finalità sociali, ma l’Evangelo che manifesta la potenza di Dio, come avveniva ai tempi di Gesù e della chiesa primitiva, la cui predicazione viene sempre accompagnata da segni, prodigi e miracoli.   
 
Atti 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».
Gesù avverte i discepoli che dovranno essere Suoi testimoni. La parola “testimone”, dal greco màrtures, da cui deriva il termine martire, prevede una testimonianza portata fino al sacrificio estremo di dare la vita. Chi vuol essere testimone deve esserlo con le parole, riferendo ad altri quello che conosce per esperienza, ma anche con le azioni e con una vita di santità.
 
Quando un credente ministra al mondo, Dio si concentra su tre cose: il messaggero, il messaggio e il metodo.
Il messaggero è chi porta gli altri a conoscenza della Parola di Dio e della via per giungere alla salvezza, ma l’efficacia della sua predicazione dipende dalla sua reputazione, dalla determinazione con cui porta il messaggio, cioè dal fatto che insista finché non è certo che chi ascolta lo abbia ricevuto, dalla sua capacità di identificarsi con i bisogni degli altri.
 Il testimone di Cristo non può essere indifferente e insensibile alla condizione dei perduti, non può non darsi pena per chi non conosce il Signore e inesorabilmente si dirige verso l’eterna perdizione.
 
Il messaggio non cambia, è cristocentrico e annuncia la grazia che si ottiene mediante la fede nel  sacrificio sostitutivo di Cristo, il quale, prendendo su di Sé la condanna che spettava a noi, pagando con la Sua stessa vita e risuscitando dai morti, ha ottenuto per noi la giustificazione e la liberazione da ogni debito.  
 
I metodi possono essere i più svariati. Si può evangelizzare mediante spettacoli teatrali o cinematografici, con concerti, con evangelizzazioni in piazza e persino in pizzeria, comunque, poiché tutte le strategie e tutti i mezzi possono rivelarsi validi per portare le anime a Cristo, non si pongono limiti alla fantasia individuale o di gruppo. Ogni metodo, però, deve passare attraverso una duplice identificazione: che il credente s’identifichi col non credente e che quest’ultimo, apprezzando il credente, voglia identificarsi con lui.
 
Ministrare al mondo comporta una raccolta e dalle pagine del Vangelo risulta evidente quanto è grande il peso del Signore per la grande la messe ancora da raccogliere e per l’esiguo numero degli operai (Luca 10:2).
Matteo 9:38 Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».
Occorre avere visione delle anime da conquistare e riconoscere che il Signore della messe è Dio, non il maligno, e che con Lui tutto è possibile.
Giovanni 4:35 Non dite voi che vi sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Alzate i vostri occhi e mirate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.
Con queste parole Gesù porta i discepoli dalla visione naturale a quella spirituale. Nel naturale il campo non è pronto per la mietitura, ma nello spirituale Gesù vede le persone pronte per essere raccolte. Alzare lo sguardo significa avere visione della raccolta e credere che quando noi predichiamo, il Signore agisce nel cuore delle persone per salvarle.

Dio attribuisce alla predicazione del Vangelo un’alta priorità, e la motivazione che ci spinge a predicare è esclusivamente spirituale: l’amore di Cristo in noi, la Sua passione per i perduti.
 2Corinzi 5:14 Poiché l'amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; 15 e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d'ora in avanti per se stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. 16 Perciò d'ora in avanti noi non conosciamo nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. 17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.
In questi versetti si afferma che tutti gli uomini hanno bisogno di essere salvati, non solo alcuni, magari gli emarginati. Il fatto che Cristo sia morto per tutti significa che per natura tutti sono spiritualmente morti. Chi viene salvato vive per Cristo, per farLo conoscere, non più per se stesso. Chi è in Cristo, è divenuto una nuova creatura, vive una vita completamente nuova, vuole agire come agirebbe Lui, come Lui vuole vedere e amare, come Lui soffrire per chi non Lo conosce.  
  
Chi è in Cristo ha ricevuto il ministero della riconciliazione.
2Corinzi 5:18 Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19 poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. 21 Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.
Non abbiamo ricevuto un ministero solo affinché le persone siano perdonate, ma perché vengano riconciliate al Padre, acquistino con Lui un rapporto che prima non avevano, del tipo Padre-figlio. Il perdono di Dio è sempre accompagnato dalla restaurazione dei rapporti interrotti a causa del peccato. È un ministero che dobbiamo svolgere per il bene eterno degli altri.

 

Cosa possiamo fare per convincere il mondo?

Alla predicazione del Vangelo molti oppongono resistenza, affermando di avere “le proprie idee”. In realtà esiste una grande confusione riguardo alle cose spirituali. Vengono predicate tante dottrine e tante false verità, ma c’è il modo per riconoscere l’unica verità e rendere credibile chi la porta.  Gesù ne parla sia in Marco 16:16-18 “e questi sono i segni che accompagneranno quelli che hanno creduto…”, sia in Giovanni 13:35 “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” . I veri discepoli di Cristo si riconoscono dai segni che accompagnano la loro predicazione e dall’amore che hanno gli uni per gli altri.


Per convincere il mondo, quindi, occorre:

Manifestare amore e vivere nell’unità

Solo chi conosce Dio può amare del Suo amore incondizionato.   

Giovanni 13:34 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».
Chi sostiene di essere cristiano e combatte gli altri cristiani, tradisce Cristo e i fratelli, non è un vero cristiano. Dio vuole l’unità della Sua Chiesa.
Giovanni 17:20 Or io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loro parola 21 affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno. 23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me.
Oltre che dall’amore, il mondo viene conquistato dall’unità, perché chi si adopera per l’unità è un altruista, mette il bene degli altri al di sopra dei propri interessi e favorisce il bene comune.
Anche nella famiglia è importante l’unità, perderla è una rovina per tutti, ma in modo particolare per i figli. Se in periodo di crisi ciascuno dei coniugi comincia ad evidenziare le proprie ragioni e ad ingigantirle, esaspera le tensioni fino a giungere alla rottura del rapporto matrimoniale, a pagarne le conseguenze sono i figli, vittime impotenti degli egoismi di chi dovrebbe proteggerli ed assicurare loro una crescita serena.
  
Testimoniare della risurrezione di Cristo con la potenza di Dio in manifestazione
Atti 4:33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro.
Il Vangelo ha la potenza di salvare, liberare, guarire, fare miracoli.

Gli apostoli dimostravano la risurrezione con potenti operazioni e così deve fare una chiesa che si basa sul loro insegnamento. Il messaggio della risurrezione è di per sé sconvolgente e risulta credibile solo se la predicazione della risurrezione è accompagnata da segni, prodigi e miracoli “nel nome di Gesù”, perché dimostra con i fatti che Egli è vivente e continua a compiere le stesse opere potenti di allora.

 2 Co. 3:3 essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, che è il risultato del nostro ministero scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, e non su tavole di pietra, ma sulle tavole di un cuore di carne.
 
 Proclamare le virtù di Cristo
1Pietro 2:9 Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;
Tutto ciò che abbiamo ricevuto ha uno scopo: proclamare le meraviglie che Cristo ha operato per noi e che può operare in chiunque crede; far conoscere l’Iddio Potente che cambia le situazioni e risponde ad ogni bisogno.
 
Obbedendo alle esortazioni della Parola di Dio e predicando la Parola per conquistare le anime, consentiamo allo Spirito Santo di svolgere nei cuori delle persone la Sua opera di convinzione, che può essere seguita dal ravvedimento, essenziale ai fini della salvezza.
Giovanni  16:8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato alla Croce.
Non può esserci salvezza senza predicazione, perché lo Spirito Santo può agire solo sulla Parola che è stata predicata. Molti non credenti, nella loro follia e nel loro peccato d’incredulità, rifiutano il Salvatore, Colui che ha acquistato per loro la grazia…
1Corinzi 1:21 Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione.
…ma alla loro follia Dio oppone quella della predicazione, perché è mediante la predicazione che si scatena la Sua potenza. Egli vuole che tutti gli uomini conoscano il messaggio del Vangelo, anche se poi lascia liberi di accettarlo o meno.
 
La Scrittura afferma cheDio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”(Gv. 3:16).
 Realizzare la vita eterna è un’opportunità alla portata di tutti, ma nessuno può accedervi se non c’è chi predica il messaggio della salvezza. Tutti noi siamo chiamati ad assolvere il Mandato di strappare anime al maligno, facciamolo senza stancarci!

BUON ASCOLTO A TUTTI .



POMERIGGIO BENEDETTO A TUTTI DA ADULLAM .



VOGLIO PIACERE AL MIO SIGNORE E PORTARE FRUTTO NELL'OPERA SUA .


Lettera ai Colossesi - capitolo 1. 


1Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, 2ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.
3Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, 4avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi 5a causa della speranza che vi attende nei cieli. Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo 6che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, 7che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo 8e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.
9Perciò anche noi, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, 10perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. 11Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, 12ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
13È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
14per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
15Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
16perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
17Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
18Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
19È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
20e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.
21Un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; 22ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; 23purché restiate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.
24Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. 25Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, 26il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. 27A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. 28È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. 29Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.